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DIARI
trasferimento
10 ottobre 2008
MI SONO TRAFERITA SU:

www.lafranzine.blogspot.com


ci vediamo lì... ciaooo

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permalink | inviato da franzine il 10/10/2008 alle 10:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
DIARI
Street art... what's happening?
6 ottobre 2008
Ciao a tutti,
è inutile che mi metta a parlare dell'annosa questione se la street art sia una forma d'arte o solo vandalismo... La mia posizione è stra nota...

Comunque a Milano sono comparse delle cornici intorno ad alcune opere, le targhe apposte lì vicino dicono "Selected for Street Museum".
Ho fatto un pochino di ricerche e a quanto pare sta per nascere un museo virtuale legato alla street art italiana: check this out.



Obey - Via Vigevano



Miss Van - Traversa di Corso di Porta Ticinese




Tv Boy - Via Orti

DIARI
Mix Tape
29 settembre 2008
Sabato... dopo aver passato un pomeriggio tanto divertente, quanto delirante con la kaje; ho approfittato della mia disponibilità monetaria per effettuare un acquisto che avevo puntato dal Miami..

Non è un mistero che l'ISBN è la mia casa editrice preferita, le loro pubblicazioni hanno la mia fiducia a prescindere. Non sbagliano mai un colpo.

Ritornando sul sentiero del mio pensiero iniziale sul post, sabato ho finalmente acquistato "Mixtape: l'arte della cultura delle audiocassette". Un libro geniale, non c'è da stupirsene dato che l'autore è Thurston Moore cantante e chitarrista dei Sonic Youth.

Il libro è un tuffo nel passato, un tuffo che non è nostalgico, ma che ha l'obiettivo di farci riflettere sulla "rivoluzione digitale". Le mixtape sono state la prima forma di distribuzione "fai da te", la prima vera e propria pirateria.



ESTRATTI

Introduzione - by Bruce Sterling


Questo libro non parla di arte bella. La cultura dell'audiocassetta, creata da musicisti, pirati, delusi dall'amore e diseredati, non è stata la cultura più elegante del pianeta. Si trattava di arte povera - un lungo e variegato testamento dell'etica della vita di strada tipica del modello fai-da-te della scena punk.
(...)
Le cassette furono il risultato di un elaborato sistema di produzione e distribuzione mediatica a livello commerciale. I punk, nelle loro ramificazioni e correnti, adattarono la funzione delle cassette interferendo, intervenendo, piegando quella colossale macchina commerciale per i loro fini personali, senza rendersi conto che sarebbe sopravvissuti alle cassette. Il sistema era colossale, ma fragile.
(...)
La cassetta ha avuto lo stesso vita breve. Come una star maledetta. Non certo per colpa sua; il digitale l'ha annichilita all'improvviso, sbucato dal nulla, proveniente da una tecnologia del tutto aliena che con la pacifica cassetta aveva la stessa somiglianza di un guerriero mongolo con un contadino cinese.
(...)
Credo che fosse proprio questo il segreto dei mix tape - non erano musica, ma istruzione e cultura. Tramite la pratica apparentemente sterile di ritagliare, creare collage e disporre suoni in certo ordine, si potevano impartire valide lezioni su musica e vita, per insegnarle a persone con metodi che arrivavano al cuore di ciò che la musica significava, alle emozioni che regalava.




Introduzione - by Thurston Moore

La prima volta che sentii parlare di un mix su cassetta fu nel 1978. Robert Christgau, il "decano dei critici rock", scrisse un pezzo sul Village Voice (giornale tutt'ora esistente) sul suo disco preferito dei Clash, guarda caso una sua produzione: una cassetta con le b-side della band non incluse negli album. I Clash scrivevano singoli fantastici, e album fantastici, e di solito inserivano i singoli nei dischi, ma non le b-side. Comunque, dal punto di vista della mia mentalità da critico musicale, la sua era un'ottima pensata. Un aspetto particolare mi colpì: Christgau sosteneva che si trattasse di un mix tape che aveva compilato per regalarlo agli amici. Si era fatto il suo album personale dei Clash e lo dava in giro come memento alla sua devozione per il rock and roll.

C'era una cosa lui possedeva ed io no: una piastra a cassette. A quei tempi i mangianastri erano tanto fondamentali quanto i giradischi. Ed ugualmente ingombranti. Ma più o meno in quel periodo la Sony lanciò il Walkman: un mangiacassette portatile grande la metà degli apparecchi standard - più o meno come i registratori che in genere si vedevano fra le mani dei giornalisti. Questi nuovi Walkman si portavano a tracolla, erano l'ideale per andarsene a zonzo della città ascoltando la musica con gli auricolari. Immagino che l'industria discografica si aspettava che gli utenti acquistassero le cassette originali degli album, edi certo così fu, ma ehi! perchè non comprare le cassette vuote e registrare i singoli brani dai dischi? Ecco cosa fecero tutti quelli che si erano muniti di Walkman. Non passò molto che su album e cassette originali apparvero adesivi come: LE REGISTRAZIONI DOMESTICHE UCCIDONO LA MUSICA! Se non altro, anticipava l'attuale paranoia dei discografici sui cd masterizzati e le canzoni scaricate da internet.


RIFLETTENDOCI SU UNA DIFFERENZA FONDAMENTALE DIVIDE IL MIXTAPE DALLA PLAYLIST: LA DIMENSIONE DEL DONO. Le playlist difficilmente sono curate come lo erano i mix tape, anche per la facilità tecnica di realizzazione e ancora più raramente sono fatte per insegnare, condividere, donare qualcosa.


DIARI
Maldimare
26 settembre 2008

Notte in traghetto
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settembre