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DIARI
Street art... what's happening?
6 ottobre 2008
Ciao a tutti,
è inutile che mi metta a parlare dell'annosa questione se la street art sia una forma d'arte o solo vandalismo... La mia posizione è stra nota...

Comunque a Milano sono comparse delle cornici intorno ad alcune opere, le targhe apposte lì vicino dicono "Selected for Street Museum".
Ho fatto un pochino di ricerche e a quanto pare sta per nascere un museo virtuale legato alla street art italiana: check this out.



Obey - Via Vigevano



Miss Van - Traversa di Corso di Porta Ticinese




Tv Boy - Via Orti

VIAGGI
gibellina
3 ottobre 2007
 

Ciao a tutti!

Oggi e’ una bella giornata... almeno si spera... ma le premesse ci sono tutte.

La proposta Neo Zelandese mi ha fatto ritornare la voglia di viaggiare... e di parlare di viaggi e di luoghi. Cosi’ ho deciso di dedicarmi oggi ad un post tutto viaggereccio e nostrano soprattutto. Non voglio dilungarmi in uno di quei soliti discorsi del tipo: prima di andare fuori dovremmo conoscere il nostro paese... anche se devo dire concordo abbasta con i Sud Sound System quando dicono “Se nu te scierri mai de du ede ca tieni, dai chiu valore alla cultura ca tieni!”.

Come molti di voi sanno, amo tantissimo viaggiare e appena ho un po’ di soldi lo faccio volentieri. Quest’estate, causa stage, ho dovuto concentrare il mio vagabondare in 10 giorni e ho deciso di raggiungere un po’ di amici a Palermo.



Vi allego la foto per farvi capire come eravamo ridotti! Io non vi compaio per ovvi motivi di amor proprio della sottoscritta che in quei giorni era davvero inguardabile (anche piu' del solito)

Abbiamo girato abbastanza tutti i ditorni e di tutto quello che ho visto solo un luogo si e’ impresso stabilmente nella mia memoria (devo dire che ho anche pensato di comprarmi una casa li): Gibellina.

Come dice Wiki: Gibellina è un comune di 4.675 abitanti della provincia di Trapani distante 56 km da Trapani, 92 da Palermo e 112 da Agrigento.

Ma a parte la posizione quello che davvero affascina di questo paesino di 4000 anime e’ la sua storia. Gibellina e’ il risultato di un’utopia, e come tale portata nella realta’ ha miseramente fallito. Per parafrase Luigi Sturzo, Gibellina, sia la vecchia sia la nuova, e’ una “cattedrale nel deserto” architettonico e culturale dell’entroterra siciliano.

Dopo il terremoto alcuni illustri esponenti della cittadinanza italiana come Ludovico Quaroni, Gregotti ed i fratelli Samona', in accordo con i macro-piani urbanisti degli anni 70, crearono un progetto per la ricostruzione della citta' che seguiva i ripensamenti urbanistici sugli edifici di Oswald Mathias Ungers sotto il coordinamento di Pier Luigi Nicolin.

Quello che oggi si manifesta, in tutta la sua decadenza, davanti agli occhi dei pochi curiosi sono i residui di un sogno formulato e costruito da alcuni dei piu’ grandi nomi dell’arte italiana come Consagra, Burri, Pomodoro e Accardi.

Appena siamo arrivati in questa cittadina, considerate che erano le 11 di sera, la prima sensazione che ci ha avvolto e’ stata quella di desolazione. Era tutto completamente svuotato e silente (venivamo dall’affollamento delle coste vicino Palermo, come Mondello, dove la sera e’ davvero un delirio). Mi sono sentita catapultata in quadro di De Chirico.

Gibellina, sin dai primi secondi, mi e’ sembrata la riproduzione nel vero della citta’ ideale rinascimentale, per intenderci quella disegna da Luciano Laurana.


Quadro di Laurana, il famoso “ Sistema delle cinque piazze” di Gibellina e’ il risultato di un accurato progetto architettonico per favorire la costruzione di un luogo “comune”, dove poter vivere la comunita’. Ma come nel Quadro di Laurana cio’ che e’ assolutamente assente e’ appunto la comunita’. Il sistema delle piazze e’ assolutamente perfetto ed armonico nella sua costruzione e nella gestione dei vuoti e dei pieni, ti fa sentire protetto ed avvolto, ma, allo stesso tempo, libero nei tuoi movimenti. Fantastico, davvero fantastico... Pero’ per avere questo effetto di ordine, di razionalita’ e’ stata eliminata la fonte di caos per eccellenza: la natura. La piazza, infatti, e’ completamente scevra da ombra, non ci sono alberi che possano riparare dal sole e considerando che siamo in Sicilia, nell’entroterra, credo che sia un problema non da poco, visti i 40 gradi e piu’ estivi. Questo dimostra come nel voler realizzare l’ideale sociale, le grandi menti si sono rivelate dimentiche delle necessita’ primarie Maslowiane di quella socialita’, nel cui nome hanno tanto lavorato.

 






La razionalita’ nella costruzione delle piazze e delle case, che segue alla lettera i dettami della scuola di Gropius and co., si scontra con la realizzazione del centro congressi/teatro (ancora da completare dopo 30 anni, ma si sa come funziona il sistema degli appalti in Sicilia) che segue invece il piu’ spinto gusto kitsch tipico degli anni 70: forme curve avveniristiche, cemento a gogo e neon. Creando un effetto “UFO” cosi’ alienante che, secondo me, Tom York ne uscirebbe pazzo.

N.d.a. Sono davvero convinta che se qualcuno lo portasse li’ si innammorerebbe a tal punto del posto da voler fare un concerto in piazza Beuys... poi scusatemi piazza Beuys!!! E’ l’unica citta’ che ho visto con piazze e vie intitolate a Beuys e Schifano!!!! Ah tral’altro i nomi delle vie sono scritti su delle steli (che ricordano perfettamente quelle daune, poi riprese dai romani) ad ogni incrocio, facendo l’effetto cimitero diffuso su tutta la strada.

E' un posto davvero surreale e le poche anime che ci sono ci sono apparse davvero gentili, disponibili e simpatiche. Se vi capita di andare in quella zona fate un salto e non fermatevi a seguire le guide che vi porteranno solo a vedere l'opera di Burri, fate un salto anche in questo luogo che appare dimenticato da Dio e dagli uomini.

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settembre