.
Annunci online


Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte


















































>
musica
should I stay or should I go
15 gennaio 2008

SHOULD I STAY OR SHOULD I GO


Capita che alcuni giorni le canzoni che hai sempre ascoltato rilevino improvvisamente una verità sociale e umana a cui non avevi dato peso. Solo perchè hanno un bel ritmo, le etichetti come canzonette.

Intro:
D D G G G D D
D D G G G D D (e----5h8---)

D D G G G D D
Darling you gotta let me know
D D G G G D D
Should I stay or should I go?
B7 (A few times)
If you say that you are mine
D D G G G D D
I'll be here 'til the end of time
A (A few times)
So you got to let me know
D D G G G D D
Should I stay or should I go?

(Second Verse...same as the first, just a little bit louder and a little bit worse!)
It's always tease tease tease
You're happy when I'm on my knees
One day is fine and next it's black
So if you want me off your back
Well come on and let me know
Should I stay or should I go?

(Same chords and chord order, just a different rythym.)
Should I stay or should I go now?
Should I stay or should I go now?
If I go, there will be trouble
And if I stay it will be double
So come on and let me know

(Same as first verse)
This indecision's bugging me
If you don't want me, set me free
Exactly whom I'm supposed to be
Don't you know which clothes even fit me?
Come on and let me know
Should I cool it or should I blow

(Same as verse 3)
Should I stay or should I go now?
Should I stay or should I go now?
If I go there will be trouble
And if I stay it will be double
So ya gotta let me know
Should I cool it or should I blow?

(same as verse 3)
Should I stay or should I go now?
If I go there will be touble
And if I stay it wil be double
So ya gotta let me know
Should I stay or should I go



musica
il punk 2
28 agosto 2007
Ciao a tutti,
oggi, tra le 6 e 30 e le 7 e 30 (il tempo esatto in cui sono in macchina per arrivare al lavoro), poiche' le casse della mia macchina hanno deciso di rompersi, non ho potuto ascoltare la radio e la mia mente ha avuto il tempo di rielaborare un'idea per questo post.
Prima di esprimervela pero' vorrei fare una rimostranza:
Paolo ti prego almeno tu potevi salvarti... hai fatto due post e dico DUE sulla vicenda gemelle K!!!
Basta! non se ne puo' piu' di questo circo mediatico, l'unica arma e' l'indifferenza, non la critica.
IGNORIAMO.

Ok, detto questo, volevo parlarvi dell'argomento di oggi: Milano.
Eh eh, lo so, lo so e' scontato, pero' questa citta' ha su di me un fascino direi magnetico.
Milano e' davvero una citta' da scoprire, per fare un esempio le realizzazioni architettoniche piu' interessanti sono all'interno dei palazzi (mi sto riferendo ai cortili, specie per i palazzi in stile "vecchia Milano") e non fuori. A volte capita che, rendendosi simpatici ai portieri, li possiate visitare... davvero magici.

Comunque Milano non e' sempre stata quella descritta da Lucignolo la bellavita (per intenderci non lo e' neanche adesso)...

Vi propporei alcuni itinerari per rivivere la Milano che io adoro.

Per prima cosa vi indicherei, oltre ai posti, anche le persone che hanno segnato la mia vita a Milano in questi cinque anni.
Il primo, indiscutibile, e'
Marco Philopat. L'ho incontrato la prima volta quando ancora non aveva un contratto con la mondadori e il suo libro, costretti a sanguinare, non era ancora venduto alla FNAC. Lavorava ancora a tempo pieno alla Shake edizioni.
Venne ad una delle riunioni di
Eveline a presentare la biografia che aveva scritto su Melchiorre Mel Gerbino
Si presento' quando Eveline viveva ancora in un sottoscala della "
Stecca" (lo si chiavama amichevolmente "la breccia"). Era un luogo umido e poco ventilato e d'inverno ci si congelavano le chiappe a starci dentro piu' di un'ora.
Ha iniziato a raccontarci dei luoghi che hanno fatto la storia della Milano "controculturale" (lo so e' un termine orrendo, io lo detesto... ma e' l'unico che rende in maniera breve l'idea). Delle pubblicazioni di "Mondo Beat", del campeggio organizzato come protesta da Gerbino in Via Ripamonti, della protesta con gli impermiabili trasparenti (ovviamente sotto non indossavano nulla) in Corso Vittorio Emanuele....
E poi come ciliegina sulla torta... ci ha raccontato la sua esperienza con il VIRUS....
Il VIRUS... la prima occupazione punk in Italia! Cazzo... ci sono andati a suonare anche i Damned e gratis... Se potete, passate per via Correggio 18, fermatevi e immaginate per un attimo...
(
clickando qui potete scaricare il documentario girato da alcuni studenti di Brera nel 1982 sulla fine del Virus)





Ma se l'immaginazione non basta e volete ascoltare qualche racconto, potete essere facilmente accontentati.... Fate un salto al
Surfers Den e parlate con il proprietario, Franz. Lui e' amico di Philopat ed e' stato tra gli occupanti del Virus. Farsi raccontare le sue mirabolanti avventure e' molto facile... Altra attrattiva di questo posto meraviglioso sono alcune tavole inedite di Andrea Pazienza appese alle pareti... e poi ovviamente la musica.

Un'altro posto da visitare e' una bancarella di dischi all'interno della Fiera di Senigallia, si lo so... ora e' diventato un postaccio... ma quando entrate, prendete la fila di bancarelle piu' a sinistra... andate dritti per un po' e fermatevi dal primo tipo che vende vinili sul lato destro. Ecco lui e' assolutamente un mito. A parte avere una collezione di vinili grandiosa e' un personaggio niente male. Di sicuro vi scrocchera' una sigaretta... ma se riuscite ad attirare la sua attenzione vi potra' raccontare storie meravigliose sugli anni '70 e '80 a Milano. Per darvi un'idea del tipo di personaggio: frequentava il Virus ed era un attivista di Lotta Continua....  (tral'altro ha anche il numero Zero della mitica rivista).

Visto che siamo in zona Navigli... vi consiglierei di fare un salto al
Cox... alla libreria del Conchetta, possibilmente. Li' dentro potrete vedere (sempre che siate simpatici ai gestori), oltre le riviste in vendita, la loro racolta di magazine e fanzine indipendenti che giravano a Milano. Potreste rimanere sconvolti dalla quantita' di cose che i due signori possono raccontarvi. Uno dei due faceva parte di Re nudo... come anche, udite udite, il proprietario delle Scimmie (noto locale jazz milanese). Ah dimenticavo... prima di entrare soffermatevi due secondi ad ammirare i graffiti della facciata.... sono stati fatti da Blu, uno dei piu' bravi ed interessanti street artist italiani.

Per ora mi fermo.... continuo domani.... se no questo post diventa chilometrico. Alla prox!


musica
il punk
25 agosto 2007

 Hi All,
Stamattina mi sono svegliata con un solo pensiero: devo andare alla Electa-Koening per cercare il catalogo di
Panic Attack. Sono poche le mostre che attirano la mia attenzione, in genere la linea curatoriale che viene adottata per l'arte contemporanea è davvero penosa, però questa mostra allestita al Barbican a Londra non è davvero niente male e poi tratta di uno dei miei chiodi fissi: l'era punk.
Perchè uso il termine era per un fenomeno che, nel suo essere, è durato meno di 7 anni? Perchè è stata una rivoluzione culturale e comportamentale più efficace della beat generation, almeno secondo me.
Era ora che si facesse una mostra seria ed analitica di quegli anni. Il Punk non è stato prettamente un movimento musicale, ma è stata una rivolta a tutto campo... basti solo pensare l'influenza che ha avuto lo stile grafico delle
fanzine o delle copertine dei dischi.
Così ho deciso che sarebbe figo fare dei post periodici sul punk... lo so che molti di voi la reputano una cosa inutile, però vi dirò che ogni volta che ho avuto una discussione con qualcuno sulla rivoluzione punk non ho potuto fare altro che constatare un'ignoranza diffusa.

Vorrei iniziare parlando di questa mostra che è un rifacimento di una vecchia esposizione del '76.



E' un viaggio intelligente e visionario che fa camminare gli spettatori attraverso quegli anni di passaggio.
 La crisi petrofilica del '73, la Tacher, il Watergate e la chiusura delle industrie hanno indotto uno scima all'interno della società: i borghesi benestanti e gli altri... quelli colpiti dalla crisi che non avevano le villette nei quartieri residenziali, ma erano costretti a vivere all'interno di scenari di degrado urbano (vi suona familiare?).
La rabbia era il sentimento predominante... tutto era mosso dalla rabbia e dalla voglia di riscossa. Si è cercato di colpire lo status quo in tutti i modi, si è cercato di distruggere tutte le convenzioni sociali. Si è partiti dalla prima e la più fondamentale: il corpo. Il corpo veniva martoriato, punto, ferito e la rappresentazione della sessualità era sotto un'ottica sadomasochista, il piacere doveva essere raggiunto tramite il dolore e l'umiliazione del corpo. Il corpo era visto in maniera staccata dalla personalità, era solo un modo per esprimersi e comunicare. Emblematica in questo senso è la canzone "
Orgasm addict" dei Buzzcocks.



Voglio inserire alcune opere esposte nella mostra che per me sono emblematiche del senso di inadeguatezza egemonizzante di quegli anni.
Queste immagini sono di
Barbara Kruger, un'artista molto interessante che gioca con gli slogan pubblicitari...

Untitled (I'm your almost nothing), 1982



Untitled (Your comfort is my silence), 1982



Mark Morrisroe
Fascination,1982




David Wojnarowicz
from Arthur Rimbaud in New York, 1978 - 1979





sfoglia
agosto